
Chi osa dire che i francesi hanno solo delle pessime idee?
L’associazione francese Reporters sans frontières ha dato il via ad una campagna a favore della libertà di espressione su internet. Come ben saprete, vi sono paesi che censurano più o meno selettivamente i siti per loro “scomodi”, impedendone l’accesso con svariate metodologie. Per la precisione, i paesi classificati “nemici di internet” sono Belarus, Burma, Cina, Cuba, Egitto, Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan, Vietnam. Ci sono comunque altri paesi, come gli USA, che impongono limitazioni più leggere. Una risorsa interessante a tal proposito è questa mappa interattiva sul sito del progetto OpenNet, che permette di ottenere rapidamente le informazioni sui paesi più o meno censuratori.
Inutile dire che sono uno strenuo difensore della libertà di espressione su internet, con tutte le aberrazioni che questa può portare. Internet dev’essere lo specchio del mondo, nel bene e nel male. Per facilitare la vita ai bloggers dei paesi “nemici di internet”, la sopramenzionata associazione francese ha prodotto questa guida per il blogger cyberdissidente (link) – HANDBOOK FOR BLOGGERS AND CYBER-DISSIDENTS – che contiene un sacco di consigli pratici per poter avere un blog “libero” anche negli stati a rischio, utilizzando TOR (per nascondere il proprio indirizzo ip su intenet), Privoxy (per filtrare i dati inviati in rete) e la crittografia asimmetrica (per scrivere e ricevere messaggi crittati), tre metodi che io stesso utilizzo abbastanza di frequente. Scaricate e diffondete il manuale. Un po’ di sana educazione in ambito privacy su internet non farà male neanche a noi. Viva la rete!
P.S. prossimamente ho intenzione di scrivere qualche noiosissimo tutorial su come usare queste tecnologie, perciò sperate che il mio blog venga censurato prima che ciò accada…